GABRIELE DEL CARLO RIPORTA IN TOSCANA LO SCETTRO DI MIGLIOR SOMMELIER D’ITALIA 2011
UN PODIO TUTTO TOSCANO CON ANDREA BALLERI SECONDO EDANIELE ARCANGELI TERZO
Il sommelier del George V di Parigi originario di Lucca bissa il successo dopo l'affermazione come Miglior Sommelier del Granducato
Il lucchese Gabriele Del Carlo è il Miglior Sommelier d'Italia 2011. Con una finalissima tutta toscana che ha aperto a Milano al Teatro Elfo Puccini le porte a una tripletta senza precedenti, il Granducato si conferma leader indiscusso della Sommellerie Italiana, grazie all'elevata qualità e professionalità che da sempre contraddistingue la scuola concorsi toscana guidata da Leonardo Taddei.
“E' una vittoria che vale triplo - afferma soddisfatto dell'ottima performance della compagine toscana ilPresidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli – ed è la testimonianza che la preparazione e la professionalità fornita dalla nostra scuola concorsi ai sommelier del Granducato è qualitativamente eccellente: tutti i nostri allievi sono bravissimi. Oggi più che mai possiamo dire che ci danno enormi soddisfazioni nelle competizioni, siano esse regionali, nazionali o internazionali. Hanno lavorato intensamente per giungere a questo splendido risultato, grazie anche al sostegno che tre colleghi molto preparati come Cristiano Cini, Simona Bizzarri e Leonardo Taddei hanno saputo dar loro. Dopo questa affermazione, ci auguriamo di continuare a “sfornare” campioni in grado di tenere alta in Italia e all'estero la nostra bandiera toscana”.
Al vincitore, oltre allo scettro di nuovo Re d'Italia della sommellerie, anche il Premio Franciacorta, offerto dalla partnership dell'Associazione Italiana Sommelier con una delle realtà vitivinicole più importanti d'Italia con l'obiettivo comune di incrementare la qualità e il rilievo dei nostri vini e dei Sommelier di scuola AIS, che insieme contribuiscono all’affermazione della cultura enogastronomica italiana nel mondo.
Gabriele Del Carlo, con l'affermazione a Milano al concorso nazionale, bissa il successo ottenuto lo scorso mese di giugno alla Versiliana quando si è aggiudicato - davanti a Claudia Bondi e Daniele Arcangeli, suoi compagni di viaggio anche in questa avventura - il titolo di Miglior Sommelier della Toscana 2011. L'impeccabile performance del sommelier lucchese ha fatto da preludio ad una impresa senza precedenti: nessun altro sommelier toscano prima di lui è riuscito a vestire i panni di campione regionale e nazionale nello stesso anno. Ma non è tutto: i due successi sono stati preceduti sempre nel 2011 dalla consegna del Premio Solidus per il miglior sommelier professionista e nel 2009 il terzo posto assoluto nel Concorso Perlage Ambasciatore del Metodo Classico. Un palmares che lo inserisce di diritto nell'olimpo della sommellerie italiana la quale trova in Del Carlo il suo ambasciatore ideale, per il suo prestigio non solo italiano ma internazionale dovuto al suo lavoro di sommelier al Restaurant Le Cinq di Parigi.
“Un'emozione senza precedenti quella che ho provato quando ho appreso di essere il nuovo campione italiano – ha commentato a caldo Del Carlo - immensa come quella che ho provato anche a giugno quando ho vinto il titolo toscano. Nel 2010 ero arrivato in finale al concorso nazionale ma mi ero fermato al secondo gradino del podio, anche se ciò mi aveva procurato lo stesso grande soddisfazione. Quest'anno è stato per me unico, certo non sarà facile ripetere una performance simile ma continuerò a impegnarmi ogni giorno per dare sempre il massimo sia nelle competizioni regionali, sia in quelle nazionali o internazionali. Un successo che dedico alla mia terra e alle persone che mi hanno aiutato a prepararmi per questa splendida esperienza, in primis la scuola concorsi di AIS Toscana”.
Anche il secondo e terzo classificato, come il vincitore, rispondono comunque a nomi già noti nel panorama della sommellerie italiana e internazionale - per il prestigioso palmares che ognuno di loro si porta dietro. La piazza d'onore è andata al pistoiese Andrea Balleri, già sommelier al Grotta Giusti di Monsummano Terme e attualmente in forza al Colonna Pevero Hotel di Porto Cervo (OT), che annovera nel suo curriculum il titolo di Miglior Sommelier della Toscana nel 2009 e nello stesso anno anche il secondo gradino del podio al Miglior Sommelier d'Italia insieme al titolo di Miglior Barman AIBES. Campione nazionale nel 2001 al Premio Angelo Zola, nel 2002 ha conquistato due titoli mondiali: il Bacardi Martini Grand Prix e John White Course Singapore.
Terzo gradino del podio per un altro nome che figura più volte nella lista dei campioni di AIS Toscana, Daniele Arcangeli, sommelier al Marechiaro Beach Restaurant dell'Hotel Principe a Forte dei Marmi (LU), 3° classificato al Master del Nebbiolo 2011, semifinalista al Miglior Sommelier d'Italia 2009 e 2010 e 2° classificato al Miglior Sommelier della Toscana 2009, 2010 e 2011, vincitore del Premio Bonaventura Maschio 2008 Centro Italia, del Premio Internazionale JWC - Eagle Award - International Bartenders Association e campione italiano Aibes "Premio Angelo Zola" 2005. Daniele Arcangeli figura anche tra i migliori 50 barman del mondo del circuito Leading Hotels of the World.
I tre finalisti si sono sfidati con grande professionalità in una serie di prove teoriche e pratiche di servizio - riconoscimento bendato, abbinamenti e correzione di carte dei vini “volutamente alterate” - e al termine della gara, la premiazione per mano del Presidente del Consorzio del Franciacorta Maurizio Zanella e del Presidente Nazionale di AIS Antonello Maietta, che ha commentato con parole di elogio il lavoro di AIS Toscana: “mi complimento per la professionalità dei candidati toscani. Del Carlo, campione regionale in carica, ha dimostrato anche in questa occasione che non ci sideve mai sentire arrivati e che si deve ogni giorno cercare di migliorarsi ulteriormente. Avere un curriculum importante come il suo e mettersi ogni volta in gioco dimostra l'umiltà con la quale si affronta questa professione. Una dote necessaria per ogni sommelier al fine di una crescita costante”.
Dopo la premiazione e le parole di elogio del Presidente Maietta, la festa di AIS Toscana può finalmente avere inizio, non solo per il vincitore ma moltiplicata per tre.
Ai piedi del podio tutto “made in Tuscany” dell'edizione 2011 del concorso, i due colleghi toscani Claudia Bondi e Rudy Travagli, i concorrenti della Campania, del Veneto, della Valle d’Aosta, della Liguria, della Lombardia, dell’Emilia Romagna e dell’Umbria.
Ufficio Stampa AIS Toscana
Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini
Tel 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com
CARPENE' MALVOLTI SPOSA “LA CUCINA ITALIANA”
Il marchio spumantistico di Conegliano diventa partner tecnico della prestigiosa
Scuola de La Cucina Italiana
Carpenè Malvolti sposa “La Cucina Italiana”. La storica azienda spumantistica, leader nel mondo nella produzione e distribuzione di Prosecco ha infatti siglato una partnership con la prestigiosa Scuola de La CucinaItaliana come sponsor tecnico, equivalente alla fornitura di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG necessaria allo svolgimento dei corsi e all'utilizzo in manifestazioni organizzate dalla scuola come serate a tema, eventi degustativi o concorsi.
Una partnership di assoluto prestigio, quella stipulata con La Scuola de La Cucina Italiana, che conta un’utenza media annua di circa 8.000 allievi ogni anno, di cui 30% ristoratori professionisti e 70% semplici amatori, uniti dalla comune passione per la cucina di qualità e per l'esaltazione e affermazione nel mondo della cucina del nostro paese che dimostra di essere apprezzata ovunque, come testimonia anche la presenza ai corsi di cuochi o aspiranti tali provenienti da ogni parte del globo.
“Una occasione importante per la nostra azienda – spiega il Presidente di Carpenè Malvolti Etile Carpenè – anche perché i partecipanti ai corsi de La Scuola de La Cucina Italiana sono nella maggior parte dei casi persone che all'interno della famiglia si occupano di gestire la spesa. L'essere presenti come partner in questa iniziativa ci rende onorati e allo stesso tempo può rappresentare per noi un modo alternativo di comunicare il prodotto al consumatore, in questo caso attento non solo al prodotto e alla qualità, ma anche al corretto abbinamento con i piatti della cucina italiana. La partnership con La Scuola de La Cucina Italiana ci permette inoltre di essere presenti anche a varie manifestazioni organizzate da questa, come le serate a tema, conferenze stampa, gare di cucina e concorsi".
Come si può leggere anche nelle pagine dedicate ai singoli prodotti sul sito di www.carpene-malvolti.com ogni spumante della storica azienda di Conegliano si esprime al massimo delle sue potenzialità con determinati piatti, sdoganando in questo modo nell'immaginario collettivo, il luogo comune che vede il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG come un prodotto destinato esclusivamente ad aperitivo o ad happy hour.
Ufficio Stampa Carpenè Malvolti Spa
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DIETA MEDITERRANEA, UNO STILE DI VITA SANO CHE SI IMPARA (ANCHE) A SCUOLA
Continua il focus sulle relazioni presentate al Forum di Imperia
I governi di mezza Europa aderiscono in massa a progetti di educazione alimentare tra i banchi. Il Portogallo l'unico paese UE a inserire – ad oggi - l'educazione alimentare tra gli insegnamenti curricolari. Una importante sinergia da portare avanti anche con gli operatori della comunicazione
La Dieta Mediterranea arriva nelle scuole di tutta Europa, con progetti condivisi di educazione alimentare volti alla promozione del benessere personale, sociale e ambientale. Questo è quanto emerge dalla relazione presentatasabato 19 novembre al Forum Dieta Mediterranea di Imperia dal gruppo di lavoro Dieta Mediterranea: elemento di educazione alimentare, coordinato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Una serie di progetti rivolti non soltanto agli alunni e le loro famiglie, ma anche a tutto il personale scolastico, che coinvolgano istituzioni sanitarie, enti locali, industria alimentare, mondo agricolo, della distribuzione, della vendita e della comunicazione.
Numerose iniziative sono già attive con successo in Italia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Portogallo, unico paese -quest'ultimo- dell'Unione Europea dove l'educazione al consumo, di cui l'educazione alimentare fa parte, è insegnata curricolarmente in molte scuole pubbliche.
E' improprio in questo caso parlare di trasmissione alle nuove generazioni dei principi basilari della Dieta Mediterranea soltanto perchè tra i paesi più attivi figurano due stati che non si affacciano sul Mare Nostrum, Irlanda e Gran Bretagna. Tuttavia, educare fin da piccoli a uno stile di vita sano come quello iscritto nel DNA della Dieta Mediterranea, è una priorità per tutti. Anche per i paesi anglosassoni. Perchè la Dieta Mediterranea non è soltanto una specifica cultura gastronomica, ma è anche sinonimo di convivialità e di benessere a tavola, accompagnato dalla giusta dose di attività fisica quotidiana.
Uno stile di vita sano che dovrebbe essere già trasmesso ai figli dai propri genitori fin dalla nascita e che dovrebbe proseguire anche sui banchi di scuola, stimolandoli a scoprire ogni giorno sapori nuovi senza perdere di vista il principio basilare del consumo degli alimenti necessari per la crescita e lo sviluppo e combattere quel fenomeno in via di espansione nei paesi investiti dal benessere economico che è il sovrappeso e l'obesità infantile, i cui costi sia monetari che sociali crescono progressivamente. La vasta scelta di prodotti immessi sul mercato porta infatti a un aumento di assunzione di prodotti ad alto contenuto lipidico e zuccherino e a un sempre minore consumo di alimenti “sani” quali frutta, verdura, cereali e carne perchè dotati di minore “appeal”.
Per avvicinare i ragazzi al consumo di frutta e verdura in sostituzione di merendine confezionate e snack grassi, in Italia e in tutta Europa – ad eccezione della Spagna - è stato promosso un progetto ministeriale di distribuzione gratuita di frutta e verdura nelle scuole, affiancato da campagne di sensibilizzazione. L'iniziativa è stata recepita nei vari paesi in modo diverso, con un obiettivo comune: formare un pacchetto di “best practices” da condividere per migliorare l'applicazione dei programmi educativi nei singoli Stati.
Il Governo Italiano, ad esempio, nel mese di ottobre 2011 ha pubblicato, come risultato del lavoro del Comitato Scuola e Cibo - percorso formativo interdisciplinare quinquennale rivolto a studenti dalla scuola primaria all'università - le “Linee guida per l’Educazione alimentare nella scuola italiana”, che ufficializzano l’introduzione dell’educazione alimentare nei programmi scolastici e tracciano il quadro di riferimento per il suo sviluppo.
I dati riportati nella ricerca presentata dal gruppo di lavoro Dieta Mediterranea: elemento di educazione alimentare, confermano indirettamente anche le conclusioni espresse dal tavolo di lavoro sulla comunicazione, in cui si sottolinea quanto sia radicata e forte la percezione del concetto di Dieta Mediterranea nei paesi affacciati sulla sponda nord del Mare Nostrum e di quanto sia importante fare una corretta informazione – anche a livello mediatico, altro contesto in cui i ragazzi in età scolare hanno un ruolo di primo piano perchè i più facili da influenzare con spot e cattivi esempi da imitare - sui benefici che l'adozione di uno stile di vita sano può avere sulla salute e sul miglioramento dello stato psicofisico di ciascun individuo.
Ufficio Stampa Nazionale Forum Dieta Mediterranea
Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.
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TOKYO: IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE FA SCUOLA
In Giappone le bollicine trevigiane saranno ancora protagoniste di The Italian Wine Masters e il 26 novembre si brinderà alla conclusione della Settimana del Vino italiano in Giappone.
TOKYO . – Il Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, assieme ai colleghi di Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano, vola a Tokyo per promuovere i migliori vini d’Italia nell’ambito di The Italian Wine Masters, progetto che per il secondo anno si terrà in Giappone.
La manifestazione si è aperta con il seminario dedicato al Conegliano Valdobbiadene a cui hanno partecipato ristoratori, enotecari, sommelier, wine educators e giornalisti di settore. L’evento proseguirà il 22 novembre con l’esame dei candidati “ambasciatori” del nostro vino, che prevederà una prova scritta ed una degustazione. Dopo l’esame, che eleggerà i “Wine Masters” del vino italiano, si aprirà la degustazione che vedrà protagonisti i vini di ben 19 aziende in rappresentanza della Docg Conegliano Valdobbiadene.
La giornata si chiuderà con la conferenza stampa in programma nella Emerald Room del’Aoyama Diamond Hall, e la premiazione dei migliori partecipanti, cui prenderanno parte autorità come l’Ambasciatore italiano in Giappone Vincenzo Petrone e Mr. Kogai, presidente onorario della Japanese Sommelier Association. I premiati vinceranno un viaggio in Italia per visitare e scoprire le quattro diverse aree enologiche presenti a Tokyo.
La presenza del Conegliano Valdobbiadene in Giappone si chiuderà in grande stile, quando le bollicine del Prosecco Superiore incontreranno la musica.
L’appuntamento è fissato per il 26 novembre presso il prestigioso Teatro Tokyo Bunka Kaikan, dove si svolgerà il concerto a conclusione della Settimana del Vino italiano, manifestazione ideata dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Ambasciata Italiana di Tokyo.
In questa occasione il maestro Takahiro Seki si esibirà in un concerto al pianoforte. In un sottofondo di note, oltre 2.400 ospiti potranno scoprire le bollicine del Prosecco Superiore nate dalle colline di Conegliano Valdobbiadene, divenute sempre di più un simbolo dell’Italia nel mondo, grazie anche al loro inserimento nella Tentative List dell’Unesco.
Il vigneto Feudo Antico presentato
il nuovo progetto di viticoltura per valorizzare il territorio di Castel di Sangro
Cambia il clima e la viticoltura va in montagna! A dimostrarlo è il progetto Feudo Antico – CasaDonna, nato dalla sinergia tra la prima azienda produttrice della doc Tullum e il famoso chef Niko Romito, presentato il 22 novembre 2011.
Obiettivo del progetto culturale è verificare se la montagna possa divenire terra di vini di qualità e creare un modello di sinergia imprenditoriale tra realtà diverse, finalizzato a valorizzare il territorio. Feudo Antico e Niko Romito hanno così deciso di realizzare un vigneto sperimentale a quasi 1000 m slm, progettato e seguito dallo staff del professor Attilio Scienza dell’ Università di Milano. “Da sempre, ciclicamente, la terra è stata oggetto di grandi cambiamenti climatici. Oggi si assiste ad una progressiva desertificazione – afferma Attilio Scienza –. Per questo ci troviamo a gestire problemi di eccessiva maturazione, di scarso sviluppo degli aromi e alta alcolicità dovuti a temperature troppo calde, nel momento in cui il mercato cerca invece vini più eleganti e profumati. In montagna invece le condizioni si stanno dimostrando potenzialmente interessanti per produrre vini moderni. L’altitudine, quindi, diventa un’opportunità”.
Lo hanno intuito Andrea Di Fabio, direttore di Feudo Antico, e Niko Romito, chef patròn di Casa Donna, che ha deciso di investire in un territorio marginale, Castel di Sangro, per verificare le potenzialità qualitative di una viticoltura difficile, quasi eroica, che diventa presidio territoriale e l’opportunità di offrire alla comunità locale un’interessante attività economica. La viticoltura di montagna, infatti, come dimostrato dal Cervim, rappresenta in Europa 39 Aree Viticole, 17 regioni interessate, 500.000 operatori coinvolti, 200.000 aziende presenti su questo territorio, 4-5% sul totale della viticoltura europea.
“Feudo Antico è una piccola azienda con radici che affondano nella tradizione abruzzese – afferma Andrea Di Fabio–. Siamo stati i primi a produrre la doc Tullum, una delle più piccole d’Italia. Siamo ora orgogliosi di aver appoggiato questo progetto innovativo nato su basi di amicizia e di aver dimostrato che l’Abruzzo sa fare sinergia in un mondo tendenzialmente individualista”.
Per realizzare il progetto sono state scelte condizioni estreme, come ha spiegato Lucio Brancadoro: un’altitudine di 800 m slm, un clima freddo, un vigneto esposto ad ovest su terreno franco argilloso, varietà internazionali come Pinot nero, Riesling renano, Sylvaner verde, Traminer e Veltliner e l’autoctono Pecorino. Su quest’ultimo vitigno Feudo Antico ha puntato molto anche grazie al progetto di zonazione, realizzato nell’areale della Tullum.
L’evento è stato anche il modo per presentare i nuovi vini Feudo Antico, il Rosso Riserva e il Passito, spiegati dal degustatore Paolo Lauciani, cui è seguito l’abbinamento con la cucina di Niko Romito, certamente uno degli chef che più sta facendo parlare di sé. Non solo per la qualità della propria cucina, ma anche per l’ambizioso progetto CasaDonna, che vedrà oltre al ristorante un centro di formazione per chef e una locanda gourmet. “Immaginarsi il progetto due anni fa non era facile – spiega Romito - il posto era abbandonato da tempo, ma abbiamo trovato nel paese di Castel di Sangro un grandissimo appoggio per il recupero di Casadonna, un luogo storico che nel 1500 Celestino V si era fermato. Oggi CasaDonna rinasce divenendo anche centro di formazione dove trasmettere una filosofia a ragazzi che apprenderanno le arti gastronomiche di un paese straordinario come l’Italia”.
Feudo Antico avvia la sperimentazione nel vigneto di montagna più alto d'Abruzzo
Un'azienda che ha fatto della sperimentazione il suo segno distintivo. E' questa Feudo Antico, che sin dalla sua nascita si è fatta conoscere per il costante impegno nella ricerca sui vini della Doc Tullum e attraverso la valorizzazione del territorio grazie anche allo studio di zonazione messo in campo in questi anni.
L'azienda arriva ora a Castel di Sangro (Aq), dove è nato il progetto CasaDonna firmato dal famoso chef Niko Romito. Qui un ex convento è diventato una scuola tecnico-pratica di alta formazione per giovani chef, in cui trovano spazio anche l'orto, il frutteto e il vigneto. Quest’ultimo, situato a quasi 1000 metri d'altitudine, è curato esclusivamente da Feudo Antico, che ha realizzato così il primo vigneto di montagna d'Abruzzo, vero e proprio centro di ricerca in quota, che verrà ufficialmente presentato il 22 novembre.
Il progetto ha incluso la messa a dimora di uve autoctone come il Pecorino e di altre assolutamente innovative per queste montagne, quali Pinot nero, Riesling renano, Sylvaner verde, Traminer e Veltliner. Lo studio condotto da Feudo Antico su questi vigneti servirà dunque per confermare la qualità del vino prodotto ad altitudini montane e la vera scommessa è rappresentata dal Pecorino. Trattandosi di una varietà autoctona, la buona riuscita del progetto rappresenterà un opportunità di non poco rilievo per tutto l’Abruzzo.
<<Ci aspettiamo risultati qualitativi che forse sorprenderanno chi non conosce i vini di alta montagna - spiega Andrea Di Fabio, alla guida dell'azienda - ma su cui noi di Feudo Antico avevamo puntato. Un sentito ringraziamento va sopratutto all’Università di Milano ed in particolare al Prof. Attilio Scienza che sta coordinando personalmente il team di studio. Abbiamo studiato bene questi territori, selezionando solo le tipologie più adatte ad una viticoltura definita eroica: la scelta di impiantare i vigneti a quasi 1000 mt di altitudine in una regione, l'Abruzzo, in cui i limiti altimetrici sono di 800 mt slm puo’ infatti sembrare un azzardo ma nelle nostre intenzioni risiede in maniera decisa l’idea di fare ricerca in zone dove la vite puo’ dare sorprese inaspettate soprattutto nel valorizzare i nostri vitigni autoctoni >>.
L’obiettivo dichiarato è rendere la viticoltura di montagna un elemento di valorizzazione culturale e paesaggistica, recuperando al tempo stesso un importante patrimonio turistico abruzzese.
Quella che viene anche definita come viticoltura eroica, è infatti caratterizzata da difficoltà strutturali permanenti come la forte pendenza o le condizioni orografiche difficili (pendenze del terreno maggiori del 30%, altitudine superiore ai 500 mt). Si tratta quindi di una viticoltura marginale, che rappresenta meno del cinque per cento della superficie viticola totale europea, ma che ha delle implicazioni importanti sull’economia, la società, l’ambiente e la cultura di molte regioni e nazioni.
In questo contesto, il CERVIM - Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana - ha effettuato un primo censimento a livello europeo dal quale è
emerso che i numeri della viticoltura eroica in Europa sono i seguenti:
- 39 Aree Viticole europee con difficoltà strutturali
- 17 Regioni interessate
- 500.000 Operatori coinvolti
- 200.000 Aziende presenti su questo territorio
- 4-5% sul totale della viticoltura europea
In tali zone le aziende hanno per la maggior parte (oltre il 50%) superfici vitate fino ad 1 ha, distribuite su terreni a forte pendenza e situate in altitudine (oltre i 500 mt s.l.m). Sono vigneti che presentano non poche difficoltà strutturali, dato che spiega il progressivo abbandono di questi territori. Negli ultimi anni si è fortunatamente compreso come l'attività enologica in questi difficili territori sia di fondamentale importanza per la salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-culturale delle zone interessate. In molte aree montane si sta quindi assistendo al recupero delle attività vitivinicole, anche grazie ai sorprendenti risultati ottenuti. I vini di montagna, nati da uve coltivate in ambienti incontaminati, presentano infatti altissimi standard di qualità e genuinità.
LA GUIDA ROSSA MICHELIN ASSEGNA TRE VOLTE LA STELLA A CUNEO
Presentata a Milano la Guida Rossa. Non sono mancate le sorprese: a Cuneo arriva la terza stella
Le Tre Stelle, il massimo riconoscimento della guida più temuta, la rossa Michelin, si sono accese quest’anno per la prima volta a Modena all'Osteria La Francescana di Massimo Bottura
Anche su Cuneo, tuttavia, è arrivato un magico “tre”. Al ristorante Delle Antiche Contrade, infatti, è stata assegnata la stella, ottenuta con il nuovo giovanissimo chef, Yuri Chiotti.
Si tratta della terza conferma per il patròn Giorgio Chiesa che, con la moglie Stefania, conduce da un decennio l’unico ristorante stellato di Cuneo. Tre sono stati gli chef che in questi anni si sono alternati al Delle Antiche Contrade e tutti e tre sono stati premiati con la Stella Michelin.
“Ricordo ancora l'emozione della prima volta, nel 2004, quando ottenemmo il riconoscimento con lo chef Marc Lanteri in cucina, fu poi la volta del savonese Luigi Taglienti nel 2009 ed oggi tocca ad un giovanissimo, Juri Chiotti, chef della provincia Granda.”
Tre stelle riconosciute consecutivamente nel giro di un decennio con tre chef diversi, a dimostrazione che la strada intrapresa dalla famiglia Chiesa è quella giusta. Il Delle Antiche Contrade costituisce, infatti, un punto fermo nella ristorazione di qualità e oggi questo compito è affidato al giovane Chiotti che, con i suoi soli 25 anni e coadiuvato dal coetaneo Diego Rossi, unisce al talento il coraggio di proporre la tradizione della minoranza occitana, espressione della sua cultura.
“Giorgio e Stefania mi hanno dato l’opportunità di rappresentare la mia filosofia di cucina incentrata sulla ricerca delle ricette della tradizione occitana, eredità dei miei avi. Questo stimolo è stato importante per centrare l’obiettivo. Sono molto contento del riconoscimento assegnato dalla Guida Michelin e sono pronto a consolidare quanto raggiunto.”
Con la Guida Rossa 2012 e la Guida Golosa di Paolo Massobrio, che il prossimo 21 Novembre a Torino conferirà al ristorante cuneese il massimo riconoscimento, la Corona Radiosa, si conclude la "stagione degli esami" per il delle Antiche Contrade, che ha visto confermare i punteggi ottenuti in passato anche con il nuovo chef Juri Chiotti.
Informazioni per la stampa: Gheusis Srl – tel. 0422 928954 – Email: info@gheusis.com
IL FUTURO E’BIANCO!
Cambiano i tempi, cambiano gli stili di vita. E’ tempo di vini bianchi di qualità, in Italia e all’Estero. Se ne è parlato a Gorizia grazie ad un’iniziativa del Consorzio di Tutela Collio e Carso
E’ tempo di rivincita dei vini bianchi italiani. A dimostrarlo è stato l’incontro “Opportunità e Minacce per i vini bianchi di eccellenza”, organizzato a Gorizia dal Consorzio di Tutela Vini Collio e Carso con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
L’incontro, moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Giorgio Dell’Orefice, si è aperto con la panoramica della viticoltura italiana da parte di Antonio Calò, Presidente dell’Accademia della Vite e del Vino. La parola è passata poi all’ospite speciale, il temutissimo Antonio Galloni, The Wine Advocate by Robert Parker, ritenuto il guru del vino nel mondo anglosassone. Da sempre più attento ai vini rossi, negli ultimi anni The Wine Advocate ha dimostrato una crescente apertura per i vini bianchi. I motivi? Il consumatore, che rappresenta il 20% della popolazione, ha cambiato profilo e oggi ne fanno parte le donne o i giovani tra i 20 e 30 anni, che già lavorano e hanno buona capacità di spesa. Il 95% del vino acquistato è destinato ad essere consumato la sera stessa e non conservato per lungo tempo in cantina. Nella scelta elemento centrale è oggi la capacità di abbinarsi al cibo e si cercano, quindi, vini più eleganti e meno alcolici e barricati. Se si aggiunge che negli Stati Uniti la ristorazione italiana è sempre più forte, per la nostra enologia vi sono ottime opportunità.
Buone notizie anche dal Regno Unito, come spiegato da Filip Cayman di Wine Intelligence, società specializzata in indagini di mercato del vino. I 28,3 milioni di consumatori per l’82% considerano il vino bianco parte delle sue scelte. Anche qui i giovani si rivelano un mercato obiettivo perché curiosi, sperimentatori, dotati di buon potere di acquisto e affascinati dall’Italia.
E se Stati Uniti e Regno Unito rappresentano mercati con una buona conoscenza, l’Asia ha ancora uno scenario in chiaroscuro, come spiegato da Michèle Shah. L’Italia è di moda ma i suoi vini sono ancora poco conosciuti, specialmente i bianchi, perché il nostro paese è visto come terra di rossi. Inoltre i produttori stessi devono superare i luoghi comuni. Oggi i consumatori locali, e non solo i businessmen stranieri, si stanno aprendo al vino ed è importante conoscere anche le capacità di abbinamento con la cucina dei singoli paesi, che può essere speziata o internazionale, elegante e raffinata. I produttori devono, dunque, iniziare a girare il mondo per capire cosa ci si aspetta da loro e, allo stesso tempo, promuovere la propria identità. Una necessità sottolineata anche dall’americano Paul Wagner di Balzac Consulting: il consumatore apre una bottiglia di vino per viaggiare con l’immaginazione, conoscere una storia. Non interessa sapere le analisi chimiche o quanto è stato affinato in legno ma chi ha pensato quel vino e da che territorio proviene.
“L’incontro è stato anzitutto una straordinaria opportunità per fare sistema tra gli attori del territorio. – afferma la presidente del Consorzio Patrizia Felluga. – Dagli interventi è emerso che il futuro è bianco. Lo stile a tavola, che privilegia una cucina sempre più leggera, l’alta percentuale di donne che comprano il vino, la ricerca di prodotti che si abbinino al cibo, la riscoperta degli autoctoni sono solo alcune delle motivazioni. Per noi il futuro è Collio Bianco, la nostra bandiera.“
La volontà di promuovere efficacemente nel mondo questa produzione ha portato il Consorzio di Tutela Collio e Carso a realizzare un piano di promozione triennale nei Paesi Terzi, che porterà ad un investimento di 3,4 milioni di euro.
Ufficio Stampa: Gheusis Srl info@gheusis.com tel +39 0422 928954
Alla ricerca del benessere tra natura e vino, nella cornice cinquecentesca della Fattoria del Colle
Un’intera giornata o un week end di benessere da trascorrere in Toscana, nella campagna più bella del mondo, per rigenerarsi visitando un’antica fattoria, degustando i grandi vini rossi Toscani e assaggiando l’olio Extravergine di Oliva con le ricette autunnali.
Relax, buon vino e un panorama mozzafiato: ecco gli ingredienti che la Fattoria del Colle di Trequanda mette in tavola nei pacchetti benessere a disposizione dei clienti che sceglieranno le dolci colline senesi per rigenerarsi o semplicemente per scoprire un angolo di Toscana da una prospettiva diversa, quella del turismo enogastronomico impreziosito da una manciata di coccole al corpo e all'anima che il centro “Wellness con vista sulle colline di Trequanda” riserva a chiunque lo sceglierà per trascorrere uno, due o tre giorni all'insegna del relax, della natura e dei grandi vini rossi toscani.
Il primo pacchetto benessere proposto dalla Fattoria del Colle di Trequanda è l'ideale per il turista mordi e fuggi che ha voglia di trascorrere una giornata in tranquillità: al prezzo individuale di 65€, un percorso benessere di due ore nel centro realizzato nel retro della villa cinquecentesca davanti a un panorama mozzafiato, con un design raffinato e moderno contaminato da disegni ottocenteschi che richiamano i bagni turchi e le odalische dipinti da Ingres. Prima di accedere al centro benessere attrezzato con bagno turco, sauna, stanza relax, doccia emozionale, percorso Kneipp e vasca idromassaggio, a ogni ospite verranno consegnati due calici e una bottiglia di Rosso di Montalcino per brindare di fronte al panorama delle Crete Senesi. Dopo le coccole all'anima, tocca a quelle al palato, con il pranzo all’Osteria di Donatella a base di antichi piatti toscani e vini del territorio, prima di ripartire e concedersi una visita guidata della villa e della cantina di Donatella Cinelli Colombini dove saranno offerti in degustazione i vini Doc Orcia e Chianti Superiore Docg insieme a un assaggio di olio extravergine di produzione propria.
Più ricco il programma per gli ospiti che sceglieranno il pacchetto da 2 giorni e una notte al costo di 134€ a testa. Per loro, Donatella Cinelli Colombini ha pensato a due giorni di assoluto relax preceduto da una visita guidata della villa con la sala degli stemmi, la cucina con camino monumentale, la camera del Granduca di Toscana e la cappella cinquecentesca, prima di trasferirsi nella cantina storica per una degustazione in attesa della suggestiva cena a lume di candela a base di prodotti tipici locali. L'area wellness si apre la domenica mattina, per ricominciare la settimana col pieno di energia dopo l'invitante colazione a base di salumi, formaggi, frittate, pinzimoni e torte fatte in casa.
Programma da buongustai più che da cacciatori di relax, quello studiato per i soggiorni di 3 giorni e 2 notti. Il week end – proposto al prezzo di 225€ a persona – inizia il venerdì sera con un aperitivo di Benvenuto e una cena degustazione a lume di candela con piatti tipici della tradizione trequandina come i maltagliati al ragù bianco di anatra e la tagliata all’uso della Valdichiana. Sabato mattina dedicato al relax nel centro benessere con vista sui colli senesi in compagnia di un rosso d'autore come il Brunello di Montalcino, offerto agli ospiti che potranno in questo modo soddisfare tutti e cinque i sensi mentre lo spirito si ritempra sotto le bollicine dell'idromassaggio. Dopo il light lunch offerto all'Osteria di Donatella e innaffiato con un Rosa di Tetto IGT, chi lo vorrà potrà trasferirsi – con mezzi propri - alla cantina Casato Prime Donne a Montalcino dove potrà prendere parte a una visita guidata seguita dall'assaggio direttamente dalla botte di un futuro Brunello. Per gli amanti del trekking, ci sarà il tempo anche per avventurarsi alla scoperta dei sentieri che si nascondono tra i vigneti o per scoprire l'identità storica di Montalcino - con visite alla fortezza trecentesca o all'Abbazia romanica di Sant’Antimo – e dei borghi circostanti come Pienza, San Quirico d'Orcia, Bagno Vignoni, Montepulciano o Cortona.
Per maggiori informazioni e foto
Alessia Bianchi
Fattorie di Donatella Cinelli Colombini
Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
+39 0577 662108 pr@cinellicolombini.it
Addetto stampa
Marzia Morganti Tempestini
ANTICA CUCINA GENOVESE APRE IL SUO BLOG
La sezione web del ristorante di Rapallo Antica Cucina Genovese è in pieno rinnovamento in questi giorni, una rinfrescata al sito ufficiale www.anticacucinagenovese.it e sopratutto un blog aggiornato quotidianamente con tutte le novità e le informazioni sui pranzi di lavoro, che cambiano ogni giorno.
http://anticacucinagenovese.blogspot.com/
Che dire? Buon appetito!
(DARIO ZENDA)
UNA NUOVA SETTIMANA ALL’INSEGNA DEL GUSTO AL DELLE ANTICHE CONTRADE
Dal 1 al 6 Novembre menu dedicato alla carne piemontese e il 5 una serata speciale a 4 mani di cui è testimone e fautore il noto critico gastronomico Edoardo Raspelli
CUNEO -. Per tutto il mese di novembre al Delle Antiche Contrade l’attenzione al territorio si trasforma in un calendario denso di appuntamenti e la cucina povera, tipica delle montagne alle spalle di Cuneo, diventa l’ingrediente e l’ispirazione per piatti di alto livello, capaci di rapire i palati più raffinati, ma anche quelli più giovani. Durante la settimana dal 1 al 6 novembre, in occasione della 33^ Mostra dei Bovini di Razza Piemontese che si terrà a Cuneo, il Delle Antiche Contrade proporrà un menù dedicato, grazie alla selezione di carni della Bottega delle Carni di Martini a Boves. L’esaltazione massima della carne piemontese sarà resa possibile dalla creatività del giovane chef Juri Chiotti.
Il 5 Novembre il ristorante di Giorgio Chiesa propone una cena a 4 mani con lo chef Philippe Léveillé del Miramonti l’Altro. Anche in questa occasione verranno interpretati i piatti a base di carne piemontese. Testimone e fautore dell’evento sarà il noto critico gastronomico Edoardo Raspelli. Il 7 novembre lo chef Juri Chiotti presenterà una sua ricetta innovativa legata ai piatti poveri della cucina di montagna in occasione del Merano Wine Festival, mentre il giorno seguente, l’8 novembre, sarà al The Westin Palace di Milano per un’altra cena speciale dove il giovane chef stupirà gli ospiti con Uovo di gallina pochè, verze profumate alla cannella e animelle croccanti, Risotto al nero di seppia e formaggio Montébore e Trancio di dentice, funghi porcini, topinambur e pop corn di amaranto.
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