ROSSINI

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IL TRENTINO PARTECIPA A PROWEIN

L’enologia trentina a Düsseldorf, dal 27 al 29 marzo


I migliori prodotti enologici del mondo in mostra alla più importante fiera tedesca del settore vino e distillati. Otto le aziende trentine presenti nello stand istituzionale, quattro incontri di degustazione condotti da due celebrità del mondo del vino tedesco, Jens Priewe e Richard Grosche. Grande lo spazio dedicato a Trentodoc Remuage Italiano e a Trentino Grappa


ProWein è l’evento fieristico internazionale dedicato a vini e distillati più importante per la Germania, capace di attirare l’attenzione degli operatori di tutta Europa, con circa 3.500 espositori e 36.000 visitatori. La città che lo ospita è Düsseldorf, dal 27 al 29 marzo 2011.

Quest’anno saranno otto le aziende trentine presenti: Distilleria  Bertagnolli, Villa Corniole, Cantina Endrizzi, Gaierhof, Cavit, Pravis Az. Agricola, Distilleria Marzadro e Cantina La-Vis e Valle di Cembra. Verranno ospitate nello stand istituzionale di 250 metri quadrati (3C30), dove esporranno e proporranno le proprie etichette. Almeno altrettante saranno presenti all’evento con il proprio importatore in modo autonomo.

Durante le giornate di fiera l’area ospitalità organizzata da Trentino Sprint e animata da Trentino Marketing godrà delle collaborazioni più importanti nel mondo vitivinicolo tedesco. Un dossier di approfondimento sarà distribuito ai visitatori e due giornalisti presenteranno il vino trentino agli operatori. Richard Grosche per Meininger Verlag e Jens Priewe si occuperanno di quattro degustazioni guidate. Domenica 27 marzo, alle 14, primo appuntamento proprio con Remuage Italiano, in una degustazione guidata, condotta da Grosche, intitolata “Trentodoc Blanc de Blancs: lo Chardonnay al suo meglio”.

Alle 16 dello stesso giorno, il calice passerà a Jens Priewe, che si dedicherà agli autoctoni trentini, in una degustazione dal nome suggestivo: “Teroldego & Friends: l’unicità dei vini rossi del Trentino”. Il giorno dopo, alle 12, Richard Grosche tornerà a parlare di Trentodoc. “Trentodoc rosè e Blanc de Noirs: il lato aromatico di Trentodoc”; alle 15, sarà Jens Priewe a completare il quadro dell’enologia trentina con la variegata degustazione: “Autoctoni del Trentino: Nosiola, Marzemino, Teroldego e Trentino Grappa –  fragranze trentine!”.

Anche per l’edizione 2011 di ProWein, stampa ed operatori saranno invitati ad approfondire la loro conoscenza di Trentodoc Remuage Italiano e Trentino Grappa, disponibili al bancone in free tasting in alcuni selezionati orari.

Appuntamento imperdibile, dunque, quello di Düsseldorf, per fare esperienza diretta delle eccellenze vitivinicole del Trentino, ponte fra l’Europa e il Mediterraneo. Il Trentino e la vite sono un binomio forte. Il primo presenta una vocazionalità altissima per la seconda. Da circa 10mila ettari si producono un milione e 200mila quintali d’uva. Oltre il 90% della superficie vitata è coltivata a Denominazione di Origine Controllata, una delle percentuali più alte d’Italia. Le superfici vitate risultano dislocate in Trentino per il 39% in fondovalle, per 41% in collina e per il 20% in montagna. Le uve bianche rappresentano il 67,6% della produzione, le uve nere il rimanente 32,4%. Uno dei fiori all’occhiello della produzione vitivinicola trentina è proprio Trentodoc, metodo classico di montagna. Il 40% del metodo classico stappato in Italia, circa 10 milioni di bottiglie, è trentino. Il 2010 si è chiuso in maniera importante per Trentodoc. Trentaquattro produttori, grandi e piccole realtà, alcuni innovativi ed altri più classici, che propongono sul mercato etichette pregiate, ognuna con una sua peculiarità organolettica, ma con un unico comune denominatore: il territorio. Il mercato italiano assorbe oggi circa l’90% della produzione di Trentodoc, il restante 10% è distribuito negli altri paesi europei ed extraeuropei.




Per informazioni:
Trentino S.p.A.
Comunicazione di settore

press@trentodoc.com

uff. 0461 887131 cell. 335 7400473

IL TRAIBO A ROMA di Jessica Zecchinato

L’uva maritata riesce a produrre un vino di una qualità tale  che solo il Trebbiano Spoletino riesce ad avere.

Un vino “che cresce sugli alberi”. Una tradizione antica, abbandonata da ormai più di un secolo che è stata recuperata da cantina Novelli. Con lo staff di Attilio Scienza dell’università di Milano, la passione dell’agronomo Marco Serafini e l’enologo Maurilio Chioccia, Cantina Novelli rappresentata dalla persona di Stefano Novelli alla conferenza stampa di mercoledì 16 marzo a Roma, dal 2000 punta su vitigni autoctono e sulle tradizioni dell’Umbria.

«Ricreare la forma storica maritata ad acero vuol dire dar vita ad un frutto dalle caratteristiche speciali» spiega Stefano Novelli, «progetto che ci è stato permesso di ricreare e ampliare grazie a viticoltori eroici che hanno conservato sino ai nostri giorni, viti centenarie a piede franco e maritate all’acero campestre».

Oltre al Traibo (da Trajbo francese di Trebbiano) che sicuramente conserva e si porta dietro un valore culturale notevole( citato già negli epigrammi di Marziale come il vino “del color dell’oro”) il giovane imprenditore e leader dell’azienda  sa bene come avvicinarsi al consumatore.

La Cantina, infatti, porta avanti anche progetti nuovi e sperimentali. Tra questi ci sono le “bollicine” del Sagrantino spumantizzato secondo la tecniche della cantina alsaziana Wolfberger, la versione “in rosa” del Sagrantino che risponde alla tendenza di bere leggero e se vogliamo alleggerisce un poco questo aspetto così autorevole che in genere si è soliti attribuire a questo tipo di vino; da ultimo il Pecorino da sempre creduto originario di Marche e Abruzzo, proviene invece dalle vecchie piante a piede franco della Valnerina, in Umbria.

Una degustazione del Traibo accompagnata da un leggero ma gustoso pranzo, chiude la mattinata in compagnia della Cantina Novelli nello splendido scenario dell’Hotel Valadier, a due passi da Piazza del Popolo.      ( JESSICA ZECCHINATO ) 

FORMAGGIO IN VILLA, A MOGLIANO VENETO


Tre giorni di golosi appuntamenti a Villa Braida con i più importanti caseifici italiani, per la manifestazione organizzata da Alberto Marcomini e dall'Associazione Guru del Gusto
 
Gli appassionati e cultori del gusto non si sono fatti attendere all'appuntamento con la prima edizione di “Formaggio in Villa”, kermesse dedicata ai formaggi d'Italia ideata dal Maitre Fromager Alberto Marcomini, che si protrarrà fino a lunedì 21 aprile a Villa Braida di Mogliano Veneto.
L'inaugurazione ufficiale è avvenuta oggi 19 marzo alle ore 10 alla presenza dell'Assessore all'Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato, del sindaco di Mogliano Veneto Giovanni Azzolini, del Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e dell'Assessore all'Agricoltura della Provincia di Treviso Marco Prosdocimo oltre che del patron dell'iniziativa, Alberto Marcomini e dello staff di “Carta da Formaggio”, free press edita da Guru del Gusto, dedicata al mondo caseario e ai suoi protagonisti di cui lo stesso Marcomini è direttore. 

“Dopo anni di ricerca tra le malghe e piccoli produttori di formaggio – ha spiegato Alberto Marcomini – abbiamo deciso di proporre la prima manifestazione sul formaggio di qualità italiano chiamando a raccolta produttori artigianali di tutta la penisola. Il nostro primo obiettivo e' valorizzare il formaggio di qualità mettendo in mostra i piccoli produttori e facendoli conoscere al pubblico finale, ma anche invitare la ristorazione a prendere coscienza del patrimonio unico dell'Italia dei formaggi. Ritengo infatti – ha continuato Marcomini - che la ristorazione sia strategica per comunicare il formaggio al consumatore finale: la varietà e la qualità dei nostri formaggi non deve essere relegata alla fine del pranzo ma diventare protagonista. In Italia non c'è la cultura per servirlo nel modo giusto. Il senso di questa manifestazione – ha aggiunto - è di dare messaggi e spunti, portare in cattedra il formaggio con il suo ruolo preciso, abbattere i pregiudizi sul suo uso mangiandone magari meno ma di qualità”.

A latere degli assaggi liberi dalle 10 alle 19 presso i singoli desk dei produttori, una lunga serie di iniziative allieterà i tre giorni di kermesse: oltre alle presentazioni e alle proposte di abbinamento dei vari espositori, alle degustazioni di piatti con il formaggio - realizzati ogni giorno da uno chef emergente diverso - e alle conferenze su “Il Formaggio di malga“ - I formaggi d’alpeggio e il lavoro, spesso “eroico”, della caseificazione in montagna. Lavoro per una comunità. Veicolo per valorizzare un territorio. (sabato 19 marzo ore 17); “Il formaggio di qualità a tavola ” - Il futuro per il formaggio di qualità nella ristorazione e nelle tavole degli italiani. Come si acquista. Come si consuma. (domenica 20 marzo ore 11); “Il turismo del formaggio” - Il formaggio, come è avvenuto per il vino e l’olio, può diventare promotore di turismo? (lunedì 21 marzo ore 11), anche un momento dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia festeggiata proprio in questi giorni. A promuoverlo alle 16.30 di domenica 20, la casa spumantistica di Conegliano Carpené Malvolti, che con una degustazione gratuita guidata da Marco Sabellico del Gambero Rosso, tributerà un omaggio ai Formaggi Storici d’Italia.


Ogni sera inoltre, una cena a tema: sabato 19 marzo tocca ai piatti a base di formaggi di malga preparati dallo chef Alessandro Dal Degan del Ristorante “La Tana” di Asiago (VI), mentre domenica 20 saranno protagonisti i piatti a base di formaggio da abbinare a varie tipologie di birra cucinati da Paolo Teverini dell'omonimo ristorante di Bagno di Romagna. Chiusura in grande stile lunedì sera 21 marzo con la cena di gala preparata da tre cuochi stellati: Giancarlo Perbellini del Ristorante Perbellini di Isola Rizza (VR), Salvatore Tassa del Ristorante Colline Ciociare di Acuto (FR) e Davide Filippetto, chef emergente del ristorante Storie d'Amore di Borgoricco (PD).


La manifestazione, organizzata da Alberto Marcomini in collaborazione con l'Associazione Guru del Gusto, verrà ripresa dalle telecamere del canale satellitare Gambero Rosso Channel.


Per informazioni
Carta da Formaggio - Guru del Gusto srl
Via Bassa Seconda, 18 Località S.Andrea 35011 Campodarsego (PD)
Email: info@cartadaformaggio.it
Cell: 348 2608607 – Luca Olivan
 

Bollicine e formaggio a braccetto per tre giorni con degustazioni e convegni

150 ANNI DI FORMAGGI ITALIANI FESTEGGIATI CON CARPENE' MALVOLTI

Marco Sabellico del Gambero Rosso e il Maitre Fromager Alberto Marcomini guideranno domani a Villa Braida di Mogliano Veneto una degustazione esclusiva dove i formaggi storici d'Italia si sposano con le bollicine di Conegliano nell'ambito di “Formaggio in Villa”. Tra le occasioni di assaggio, anche l'aperitivo ai quattro momenti conviviali della kermesse

 

Centocinquant'anni di formaggi d'Italia, da celebrare a calici alzati insieme alle bollicine Carpené Malvolti. Due eccellenze dell'enogastronomia italiana si prendono per mano per festeggiare il 150° compleanno del nostro Paese con gusto a Villa Braida di Mogliano Veneto dove, fino al 21 marzo va in scena Formaggio in Villa, evento dedicato ai protagonisti del mondo caseario che si inaugurato questa mattina alla presenza dell'Assessore all'Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato, del sindaco di Mogliano Veneto Giovanni Azzolini, del Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e dell'Assessore all'Agricoltura della Provincia di Treviso Marco Prosdocimo oltre che del patron dell'iniziativa, Alberto Marcomini e dello staff di “Carta da Formaggio”, free press edita da Guru del Gusto.

 

L'evento clou della partecipazione di Carpenè Malvolti a Formaggio in Villa sarà dunque “150 anni di Formaggi Italiani”, la degustazione in tandem dei prodotti della storica casa spumantistica di Conegliano e i formaggi storici d'Italia, guidata dal giornalista del Gambero Rosso Marco Sabellico e dal Maitre Fromager Alberto Marcomini domani 20 marzo alle 16.30.

 

Sei gli abbinamenti studiati tra i formaggi storici d'Italia e gli Spumanti Carpenè Malvolti: ad accompagnare la degustazione di Mozzarella sarà il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica, per l'Asiago il Rosé Brut L'Arte Spumantistica, per il Piave Stagionato il Viogner L'Arte Spumantistica, per il Monte Veronese la Cuvée Brut del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Con la Fontina il migliore abbinamento è con il Petit Manseng L'Arte Spumantistica, mentre con il principe dei formaggi italiani, il Parmigiano Reggiano, si sposa un Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato.

 

La degustazione celebrativa non sarà comunque l'unico momento dedicato alle bollicine di Conegliano, che si riproporranno anche lunedì 21 marzo nell'aperitivo alle 12.30 con un Millesimato Carpenè Malvolti Metodo Classico e per l'aperitivo della Cena di Gala dello stesso giorno a base di piatti realizzati con i formaggi dagli chef stellati Giancarlo Perbellini dell'omonimo ristorante di Isola Rizza (VR) 2 stelle Michelin, Salvatore Tassa del Ristorante Colline Ciociare di Acuto (FR) 1 stella Michelin e 3 forchette Guida Gambero Rosso e Davide Filippetto, chef emergente dell’anno della Guida Sole24 ore in attività presso il Ristorante “Storie d’amore” di Borgoricco (PD). In occasione della Cena di Gala, in degustazione sarà il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica mentre l'antipasto che verrà servito a cena sarà accompagnato dalle bollicine de L'Arte Spumantistica.

 

In allegato foto dell'inaugurazione. Da sinistra: Marco Prosdocimo Assessore all'Agricoltura Provincia di Treviso, Leonardo Muraro Presidente Provincia di Treviso, Franco Manzato Assessore all'Agricoltura Regione Veneto, Alberto Marcomini e il sindaco di Mogliano Veneto Giovanni Azzolini

 

Ufficio Stampa Carpené Malvolti SPA

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini

Tel. 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com

www.carpene-malvolti.com

 

SPECIALE GUSTO IN SCENA

A Gusto in Scena lo chef  presenta la sua filosofia del “Cucinare con... cucinare senza”... grassi

Lugano – Palazzo dei Congressi – 13 e 14 marzo 2011

Inaugurato, con due interventi di eccezione, l’evento che per la prima volta porta a Lugano i tre elementi del turismo enogastronomico.

 

Si è alzato il sipario su Gusto in Scena, l’evento che il 13 e 14 marzo vedrà a Lugano chef, vini e prodotti di eccellenza. Gusto in Scena si è aperto con due interventi di eccezione. Durante l’inaugurazione, accanto all’ideatore Marcello Coronini, sono infatti saliti sul palco il direttore della Guida Michelin Italia, Fausto Arrighi, e il presidente Asa, Associazione Stampa Agroalimentare, Roberto Rabachino. Marcello Coronini ha lanciato il tema del congresso Chef in Concerto, Cucinare con e senza grassi, che sarà sviluppato da grandi chef per dimostrare che l’alta ristorazione sa usare i grassi nobili, il cui valore va recuperato, ma sa anche proporre una cucina a grassi zero, grazie alla padronanza della tecnica. Un tema che ha entusiasmato sia i grandi chef relatori che i consumatori. Come affermato da Roberto Rabachino, è entusiasmante l’idea di togliere un elemento fondamentale della cucina per arricchire la cucina stessa di aspetti nuovi. Cucinare Con e Senza Grassi è un tema che dà allo chef  così come al cliente l’opportunità di pensare, riflettere. D’altro canto passiamo 122.000 ore della nostra vita a tavola contro 104.000 ore al lavoro, a dimostrazione che l’alimentazione rappresenta un elemento essenziale della vita per tutti noi.

                          Tutta la vera storia della Guida Michelin

Molto atteso l’intervento di Fausto Arrighi, che ha svelato la “vera storia della guida Michelin” nata nel 1900 dalla geniale intuizione dei fratelli Andrèe e Edward Michelin, ingegnere il primo, umanista il secondo, inventori dei pneumatici 111 anni fa. Questi pensarono a inizio secolo di aiutare i possessori di auto, allora pochi migliaia, a individuare gli indirizzi “sicuri” quando dormire in albergo era addirittura a “rischio salute”. Obiettivo allora non era segnalare hotel eccellenti dove trovare SPA da sogno ma individuare i luoghi “decenti”, e la finalità divenne presto qualificare la cucina francese quando, alla fine della Prima Guerra Mondiale, si manifestò la voglia di riscatto. Tra Prima e Seconda Guerra Mondiale nascono quindi personaggi che girano la Francia e, presto, anche altri paesi per individuare questi luoghi.  Nel 1900 la prima edizione della guida fu presentata  all’Expo parigino. Nel 1956  la Guida arriva anche in Italia. Molti gli aneddoti curiosi accennati da Fausto Arrighi, come la notizia che, a inizio 1900, gli alberghi non avevano bagni interni alle camere ma era segnalata la camera oscura per sviluppare le foto. All’inaugurazione è seguito l’inizio dei lavori con l’intervento di Pietro Leemann, chef del ristorante Joia di Milano, svizzero di origine e italiano di adozione. Presente a tutte le edizioni di Gusto in Scena, Leemann ha evidenziato come questo evento aiuti gli chef a far esprimere il loro “Gusto dietro le quinte”, ovvero la cultura che c’è dietro a un piatto.

Gusto in Scena il 13 e 14 marzo presso il Palazzo dei Congressi di Lugano ha  avuto tre tappe salienti: il congresso di cuochi Chef in Concerto, la rassegna di aziende vinicole di Italia, Svizzera e Slovenia I Magnifici Vini, e Seduzioni di Gola, esposizione di golosità.

 

Nel 2011 il Ticino è divenuto il luogo d'incontro tra Italia, Svizzera e Slovenia. Merito di Gusto in Scena, evento ideato e curato dal giornalista Marcello Coronini, che si svolge il 13 e 14 marzo a Lugano presso il Palazzo dei Congressi. Tre i format: Chef in Concerto, congresso di alta gastronomia,  Seduzioni di Gola, selezione di specialità gastronomiche di eccellenza e I Magnifici Vini, un' ampia selezione di cantine, divise in Mare, Montagna, Pianura e Collina, che proporrà l’assaggio di centinaia di vini  e regalerà un “viaggio nel bicchiere” scoprendo terroir e vitigni dei tre paesi, dai Merlot della Svizzera agli importanti vini italiani, fino ai raffinati sloveni.

 

 

Anche l’ Emilia Romagna dell’alta ristorazione si racconta a Lugano

Massimo Spigaroli, chef dei ristoranti Antica Corte Pallavicina e  Al Cavallino Bianco di Parma, presenta  un omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia a  Chef in Concerto che verterà sul tema “Cucinare con... Cucinare senza...”, dove il con e il senza si riferiscono alla possibilità di utilizzare o meno componenti e materie prime grasse per realizzare i piatti.

Presenta infatti una rivisitazione di uno dei piatti preferiti da Giuseppe Verdi, la “Spalla Cotta” condita con tre salse di colore verde, bianco e rosso in omaggio alla bandiera italiana. Il piatto infatti veniva servito all’illustre compositore dalla famiglia Spigaroli che vanta un passato eccellente nel settore della ristorazione.

La “Spalla Cotta” viene servita come uno snack invitante, anche grazie ai colori ‘italiani’ delle salse, pensato come ottimo accompagnamento per l’aperitivo. Quindi un piatto decisamente nuovo e moderno a base però degli stessi ingredienti serviti 150 anni fa e capace di trasmettere ancora le stesse sensazioni. <<Una portata che, in tema con il congresso, conterrà grassi con moderazione, ma senza volerli demonizzare perché – sottolinea lo chef – non posso rinnegare la storia del territorio>>. 

Massimo Spigaroli si dimostra quindi un professionista legato al passato e alla tradizione del suo territorio, ma allo stesso tempo moderno, innovativo e al passo coi tempi. Uno chef capace con la volontà di tramandare i piatti storici del proprio paese e pensare anche  il territorio nella sua evoluzione.

Anche la Campania dell’alta ristorazione si racconta a Lugano

Sul palco di Chef in Concerto “Cucinare con... Cucinare senza...”, Pino Lavarra, chef del Rossellini’s, famoso ristorante dell’hotel Palazzo Sasso sulla bellissima costiera amalfitana, farà conoscere per la prima volta in Svizzera la sua cucina.

Ottimo rappresentante delle meraviglie culinarie e paesaggistiche della costa napoletana, lo chef porta in Svizzera, paese  a lui molto caro per legami di amicizia, i prodotti tipici del suo spettacolare litorale.

Pino Lavarra è un professionista la cui cucina si caratterizza per ‘abilità tecniche’ e grande attenzione alle materie prime che lo chef punta sempre a ‘lavorare’ sfruttandone al meglio potenzialità e qualità.

E’ un esperto curioso e aperto al confronto a 360° con gli altri grandi conoscitori del panorama gastronomico nazionale, anche in un ambito internazionale come quello offerto da Gusto in Scena, definito da Pino Lavarra come “un evento d’élite che permette il confronto fra professionisti e l’ampliamento delle proprie conoscenze del settore”.

Gusto in Scena diventa motivo di studio per i giovani delle scuole alberghiere italiane. Marcello Coronini invita gratuitamente gli studenti di 50 istituti alberghieri di Italia e Svizzera…rispondono solo in 3!

 

Da evento gastronomico a materia di studio, questa l’evoluzione di Gusto in Scena, evento ideato da Marcello Coronini, in programma il 13 e 14 marzo a Lugano. Coronini, infatti, ha deciso di aprire le porte della manifestazione agli studenti degli istituti alberghieri italiani. 

Unico neo dell’operazione, la risposta degli istituti italiani. “Abbiamo invitato a partecipare cinquanta istituti alberghieri, di questi solo 3 hanno risposto: l’Istituto Alberghiero Casnate di Como, che non solo porta i ragazzi al Congresso ma collaborerà attivamente all’organizzazione dell’evento con uno stage formativo da parte di un gruppo di studenti, il Rosmini di Domodossola e il Galdus di Milano. 

E’ la dimostrazione che nel sistema di istruzione italiano ci sono diverse cose da cambiare. -  Afferma Marcello Coronini.- Poter prendere parte alla manifestazione, al fianco di grandi chef, sarebbe per gli studenti un’opportunità straordinaria ma evidentemente non è stata capita. “

Durante Chef in Concerto, gli studenti dell’ultimo anno potranno confrontarsi con grandi nomi della ristorazione su un tema attuale come Cucinare con,  cucinare senza… grassi.

Per la prima volta a Chef in Concerto non ci saranno solo cuochi blasonati e di lunga esperienza ma anche giovani di talento che difficilmente potrebbero partecipare a questi eventi per “pochi eletti”.

Se da un lato sosterrà gli chef di domani, dall’altro Gusto in Scena offre anche un momento di formazione riservato ai ristoratori di oggi. Il giorno lunedì 14 alle ore 12 si è tenuto infatti l’incontro organizzato da Giancarlo Pastore di Cipas dal titolo "cucina food cost e controllo della gestione".  Un momento formativo di alti contenuti gestionali, che spaziano dall'analisi e sviluppo del food-cost con esempi pratici al controllo del costo del personale, al budget al forecast e dell'intera cupola.
Gusto in Scena si è tenuto il 13 e 14 marzo al Palazzo Congressi di Lugano ed è stato aperto ai professionisti e agli appassionati. La manifestazione offrirà tre momenti: Chef in Concerto, congresso gastronomico, I Magnifici Vini, rassegna di cantine di Italia, Svizzera e Slovenia, Seduzioni di Gola, esposizione di prodotti eccellenti.

 

 

 

Bassa temperatura, sottovuoto, essiccazione, disidratazione, pastorizzazione, cottura a lumi laterali. Sono queste alcune delle nuove tecniche che permetteranno ai grandi chef di cucinare anche “senza grassi”. Se ne è parlato a Gusto in Scena, evento che si concluderà stasera al Palazzo dei Congressi di Lugano e che comprende tre format: Chef in Concerto, congresso gastronomico, I Magnifici Vini, rassegna di grandi vini e Seduzioni di Gola, selezione di sfizi gastronomici. 

Durante Chef in Concerto, per la prima volta si è affrontata la tematica “Cucinare con, cucinare senza grassi” dimostrando come la grande cucina possa essere anche senza olio e burro. E’ questa una tematica contemporanea, che risponde all’esigenza del cliente di fare i conti con la linea e con la salute. Gusto in Scena, d’altro canto, è stato  definito dai giornalisti un vero laboratorio di idee, capace di creare un clima rilassato e la giusta empatia tra i migliori chef d’Italia. Questa atmosfera è necessaria per elaborare nuove idee e, non a caso, la prima giornata di lavori si è conclusa con una proposta: Marcello Coronini, ideatore dell’evento, ha chiesto a ognuno dei grandi chef coinvolti di introdurre nel proprio menù, nel corso dell’anno ad ogni cambio di stagione, un piatto senza grassi e uno con i grassi, riportando il nome Gusto in Scena. Obiettivo sarà rispondere all’esigenza del cliente di fare i conti anche con linea e salute. D’altro canto “Il buon ristorante si vede il giorno dopo, quando ci si sveglia”, come ha ricordato Ilario Vinciguerra, che durante l’evento ha presentato il suo nuovo locale cucinando per la cena al Casinò di Campione d’Italia.

Accanto a Chef in Concerto, l’evento Gusto in Scena ha offerto, con I Magnifici Vini, una grande rassegna di vini di Italia, Svizzera e Slovenia, culminata con la verticale della Cantina di Terlano, in Alto Adige, che ha presentato una selezione straordinaria di Pinot Bianco dal 1959 a oggi.

Infine, a Seduzioni di Gola, si sono presentate vere e proprie rarità gastronomiche di tutta Italia e particolari corsi “orizzontali” di Olio Extravergine d’Oliva, prodotto straordinario ancora poco conosciuto.

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